Associazione Pedalta

Lotta al Cinipide del Castagno

Il cinipide del castagno (Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu1951) è un insetto fitofago originario della Cina, che  depone le uova su gemme, foglie e amenti del castagno, causando  la comparsa di rigonfiamenti tondeggianti, detti galle,  con conseguente calo della fruttificazione, riduzione dello sviluppo vegetativo e indebolimento delle piante.

In Italia la prima comparsa è stata nel 2002 in provincia di Cuneo. Nella primavera del 2013 ci siamo accorti della presenza massiccia di galle nei castagni marcianesi perciò abbiamo sollecitato le istituzioni affinchè si apprestassero a contrastare il problema.

La  lotta al cinipide viene effettuata attraverso il rilascio del Torymus sinensis Kamijo, 1982, insetto parassitoide che si nutre delle larve del cinipide.

Dopo i primi rilasci nel territorio elbano di Torymus sinensis,  effettuati nel 2014 dal Comune di Marciana, UNIFI e PNAT,  siamo subentrati noi e  abbiamo continuato il lavoro con diverse modalità nel tempo.

Il primo inserimento è stato eseguito nel 2016 e nel corso degli anni è stata monitorata la percentuale di attecchimento  attraverso la raccolta delle galle  nei diversi castagneti, successivamente analizzate dall’UNIFI.

Grazie al nostro amico Ivo Poli, presidente dell’ Associazione Nazionale città del Castagno, nel 2018 siamo andati a raccogliere le galle contenenti l’insetto antagonista nei boschi della Garfagnana. 

Questi i posti trattati: Parco del castagno (Marciana), Cabinovia, Rimercoio , Feno,  Pedalta, San Cerbone, Madonna del Monte, Campelle (La Noce), L’Omo, Bollero, Patresi, Chiessi, Pomonte, Sant’Ilario e San Piero e Rio.

Vogliamo ringraziare Ivo Poli, il dott. Alberto Maltoni e il dott. Leonardo Antonello per averci aiutato, supportato e insegnato la cura dei castagneti.

“Vivere a contatto con la natura è la forma più alta di ‘relazione sociale’. Portate dunque i vostri figli a passeggiare nei boschi e presentate loro gli alberi, gli insetti e gli animali. È da questo rapporto che apprenderanno il valore della vita”. (G. J. Tirelli)

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